Certificazione Unica e Modello 770: cosa devono fare le associazioni?

Certificazione Unica e Modello 770: quali obblighi hanno associazioni e società sportive dilettantistiche?
Come si sa, nella Certificazione Unica devono essere indicati i dati relativi ai compensi corrisposti nel corso dell’anno e le relative ritenute e contributi (scadenza 7 marzo); nel modello 770 devono invece essere riepilogati i dati relativi alle ritenute effettuate ed ai relativi versamenti e compensazioni nonché il riepilogo dei crediti e gli altri dati contributivi ed assicurativi richiesti (entro il 31 luglio).
Per i compensi corrisposti da associazioni e società sportive dilettantistiche opera una vera e propria “franchigia” fiscale: infatti, i compensi erogati non concorrono a formare il reddito del percipiente fino a 7.500,00 euro all’anno. All’atto del pagamento tali somme non devono quindi essere assoggettate ad alcuna ritenuta (come avviene, invece, per gli importi superiori). Nonostante non costituiscano reddito per il percettore i compensi di questo tipo devono comunque essere certificati da parte del soggetto che li ha corrisposti.
Pertanto, per  l’adempimento dichiarativo ai fini degli obblighi del sostituto d’imposta si conclude con la trasmissione all’Agenzia delle Entrate della Certificazione Unica. In questa situazione, infatti, non c’è alcun modello 770 da trasmettere.
Ne parla molto in dettaglio Guido Martinelli e Marta Saccaro in News Euroconference.

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«Per cassa» e più complessa: la nuova contabilità semplificata

Con la nuova legge finanziaria, dal 1 gennaio 2017 le imprese in contabilità semplificata calcolano il reddito in base al principio di cassa, al posto del principio “di competenza” in vigore fino ad ora.
Questo cambiamento comporterà una contabilità più complessa per le ditte “in semplificata” e quello di cassa sarà il regime naturale per tutte le imprese minori.
Cosa cambia nella sostanza? Proviamo a capire più in dettaglio. Continua a leggere «Per cassa» e più complessa: la nuova contabilità semplificata

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Credito IVA 2016? In compensazione

Le ditte che hanno maturato credito IVA nel 2016, così come risulta dal modello IVA 2017, a partire dal 16 marzo lo possono portare in compensazione di altri tributi.
L’utilizzo in compensazione ha una serie di limitazioni in base all’ammontare del credito:
1) fino a € 5.000 non richiede alcun adempimento “preventivo” ed è interamente utilizzabile fin da subito;
2) se supera i 5.000 €, richiede la presentazione del modello IVA 2017. La compensazione dell’importo eccedente i 5.000 €, può essere effettuata dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Considerato che il modello IVA 2017 va presentato in forma autonoma entro il 28 febbraio 2017, il credito per importi superiori a € 5.000 può essere utilizzato dal successivo 16 marzo;
3) se è superiore a € 15.000, richiede la presentazione del modello IVA 2017 con apposizione del visto di conformità. Va sottolineato che l’aumento del limite da € 15.000 a € 30.000 (disposto dal Decreto Collegato alla Finanziaria 2017), riguarda esclusivamente la richiesta di rimborso del credito IVA.

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Spese sanitarie e veterinarie: fino al 9 febbraio per trasmettere i dati

La trasmissione dei dati al Sistema tessera sanitaria (il cosiddetto Sistema TS) può essere effettuata fino al 9 febbraio 2017. L’Agenzia delle entrate ha infatti comunicato la proroga di 9 giorni per comunicare i dati relativi a spese sanitarie e veterinarie, sostenute da parte delle persone fisiche nell’anno 2016, ai fini della precompilazione delle dichiarazioni dei redditi (modelli 730 e REDDITI PF).
Chi è tenuto a tale adempimento?
Si tratta, in primo luogo, degli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri; le strutture sanitarie autorizzate e non accreditate con il SSN (ex art. 1 comma 949 della L. 28 dicembre 2015 n. 208) e alle ulteriori categorie di soggetti individuati con apposito decreto del 1° settembre 2016 (veterinari, psicologi, infermieri, ostetriche, parafarmacie, tecnici di radiologia medica e ottici).
Per effetto della proroga del termine d’invio dei dati, è stato, inoltre, posticipato il termine per comunicare il rifiuto all’utilizzo da parte dell’Agenzia delle Entrate delle spese sanitarie sostenute nell’anno 2016 ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata.
In particolare, i contribuenti potranno comunicare la propria opposizione all’utilizzo dei dati afferenti le spese sanitarie sostenute nell’anno 2016, in relazione ad ogni singola voce, per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, dal 10 febbraio al 9 marzo 2017, accedendo direttamente all’area autenticata del sito web del Sistema TS, tramite la tessera sanitaria-Carta Nazionale dei Servizi oppure le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia. Al riguardo, si ricorda che, a differenza delle spese sanitarie, per le spese veterinarie non è prevista la possibilità di opporsi al loro trattamento.
In conseguenza della proroga, a partire dal 10 marzo 2017, il Sistema TS metterà a disposizione dell’Amministrazione finanziaria i dati afferenti le spese sanitarie e i relativi rimborsi, per i quali non è stata esercitata l’opposizione da parte degli assistiti, nonché i dati relativi alle spese veterinarie.
Il maggior termine di invio dei dati, tuttavia, non dovrebbe impattare sul calendario della campagna dichiarativa 2017, che prevede la messa a disposizione delle dichiarazioni precompilate entro il prossimo 15 aprile.
L’estensione del termine di trasmissione dei dati al Sistema TS va incontro alle esigenze rappresentate dalle categorie tenute al suddetto adempimento per il primo anno, nonché al fine di includere un maggior numero di spese sanitarie e veterinarie nella dichiarazione precompilata da fornire ai contribuenti.

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Detrazioni 50%-65% anche tramite Istituti di pagamento

Come noto, per poter fruire della detrazione IRPEF del 50% per le spese di recupero del patrimonio edilizio e della detrazione del 65% per le spese di riqualificazione energetica, ai soggetti non titolari di reddito d’impresa è richiesto il pagamento tramite lo specifico bonifico bancario o postale a seguito del quale la banca o la posta opera la ritenuta dell’8%.
Recentemente l’Agenzia delle Entrate ha ammesso la possibilità di fruire di queste detrazioni anche nel caso in cui il pagamento sia effettuato con un bonifico emesso o ricevuto da un «Istituto di pagamento», così come lo definisce la legge.
A questo fine è necessario che l’Istituto, abbia l’autorizzazione della Banca d’Italia e  risulti iscritto nell’apposito Albo che si può consultare qui .
Gli «Istituti di pagamento» sono stati introdotti nell’ordinamento italiano dal D.Lgs. n. 11/2010, in attuazione della Direttiva comunitaria n. 2007/64/CE in materia di servizi di pagamento nel mercato unico. La legge li definisce come «imprese, diverse dalle banche e dagli istituti di moneta elettronica, autorizzate a prestare i servizi di pagamento».
Cosa si intende per «servizi di pagamento»? «L’esecuzione di ordini di pagamento, incluso il trasferimento di fondi, su un conto di pagamento presso il prestatore di servizi di pagamento dell’utilizzatore o presso un altro prestatore di servizi di pagamento; e l’esecuzione di bonifici, inclusi ordini permanenti»

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