Assunzioni, licenziamenti e voucher: il 2016 del lavoro visto dall’Inps

Si è esaurita la spinta degli sgravi ad assumere e con essa è venuta meno la corsa all’apertura di contratti stabili incentivati nel 2015. L’uso dei voucher è in leggera flessione. E’ questa la fotografia tracciata dall’Inps nell’ultimo rapporto con i dati di dicembre 2016.
Secondo l’Osservatorio sul precariato dell’Istituto di previdenza, alla fine del 2016, nel settore privato, i rapporti di lavoro attivi risultano aumentati di 340.000 unità rispetto alla fine del 2015, come saldo tra le assunzioni e le cessazioni intervenute nel periodo.
L’incremento dei rapporti di lavoro nel 2016 si aggiunge a quello, ancora più consistente, osservato nel 2015. Il risultato complessivo del biennio 2015-2016 è pari a +968.000, diversamente dal biennio precedente 2013-2014 quando si erano registrati sempre saldi negativi.
“Il risultato del 2016 è imputabile – si legge nel rapporto dell’Inps –  prevalentemente al trend di crescita netta registrato dai contratti a tempo determinato, il cui saldo annualizzato ha significativamente recuperato la contrazione registrata nel 2015, indotta dall’elevato numero di trasformazioni in contratti a tempo indeterminato.
Il saldo dei contratti a tempo indeterminato risulta comunque positivo. Al risultato di fine anno ha concorso significativamente l’elevato livello di trasformazioni di rapporti a termine indotto, a dicembre dalla fine dell’esonero contributivo biennale e delle incentivazioni per i lavoratori in lista di mobilità.
Anche i rapporti di lavoro di apprendistato nel 2016 hanno conosciuto un incremento”.
E i voucher? Nel gennaio 2017 le vendite dei voucher, pari 8,9 milioni (valore nominale di 10 euro) si sono stabilizzate su livelli analoghi a quelli di gennaio 2016 (8,5 milioni), “con un modesto incremento” del 3,9%. Lo comunica l’Inps spiegando che “la forte flessione nella crescita, sempre più marcata a partire da ottobre 2016, può riflettere anche gli effetti del decreto legislativo con cui sono stati introdotti obblighi di comunicazione preventiva in merito all’orario di svolgimento della prestazione lavorativa”.

 

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Lettere d’intento: nuovo modello dal 1° marzo 2017

Dal 1 marzo gli esportatori abituali dovranno utilizzare un nuovo modello di Dichiarazione d’intento. Il nuovo form non consente più l’indicazione dell’importo complessivo degli acquisti che si intendono effettuare senza applicazione dell’IVA. Ciò impone ai soggetti interessati di indicare, al momento di presentazione della lettera di intento (dunque, prima del 1° marzo 2017), l’ammontare del plafond che intendono utilizzare per ogni singolo acquisto (campo 1 del frontespizio) o, quanto meno, per ciascun fornitore (campo 2).
Vediamo in dettaglio alcuni effetti che scaturiscono dalla nuova disciplina:
– La stima del plafond da parte dell’esportatore abituale potrà essere sovrabbondante rispetto agli acquisti che si presume di porre in essere, fermo restando che, qualora si intendano effettuare acquisti per un importo superiore a quanto indicato nella lettera d’intento, basterà produrne una nuova;
– L’esportatore abituale, oltre all’abituale monitoraggio circa l’utilizzo del plafond da parte dei propri fornitori nel loro complesso, dovrà ora controllare gli importi utilizzati con riguardo ad ogni singolo fornitore;
– Per il fornitore, come indicato nella stessa risoluzione n. 120/2016, “particolare attenzione deve essere riservata alla verifica dell’importo complessivamente fatturato senza IVA”, valutando che le operazioni in regime di non imponibilità che si accinge a effettuare non eccedano quanto indicato nelle lettere d’intento ricevute, fermo restando che nessuna responsabilità può ritenersi a lui imputabile nel caso in cui accidentalmente venga superata la capienza del plafond di una delle controparti.

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Prorogato bonus Iva per acquisto case

E’ stato prorogato il bonus per l’acquisto di case di classe energetica A o B: si potrà così detrarre il 50% dell’IVA per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2017 di unità immobiliari a destinazione residenziale cedute dalle imprese costruttrici.
L’agevolazione è ripartita in dieci quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d’imposta successivi.
La norma fa espresso riferimento alla vendita da parte della “impresa costruttrice”. Tuttavia l’Agenzia delle Entrate ha già avuto modo di spiegare che la detrazione si applica anche nel caso di un immobile acquistato da un’impesa di ristrutturazione, che abbia eseguito gli interventi anche tramite ditte appaltatrici.
Relativamente alla tipologia di immobili agevolabili, la detrazione presuppone l’acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale di classe energetica A o B, a prescindere da ulteriori requisiti. Il beneficio fiscale, quindi, riguarda i soli immobili abitativi, ossia quelli rientranti nella categoria catastale A (con l’esclusione degli A/10), di classe energetica A o B, che possono anche consistere nella seconda, terza, ecc. casa del contribuente.
L’Agenzia delle Entrate ha confermato, inoltre, che la norma non prevede esclusioni per gli immobili cosiddetti “di lusso” e che si possa estendere il beneficio fiscale anche alla pertinenza. La norma, inoltre, non prevede dei limiti di importo oltre i quali la detrazione non può più essere fruita.
Seppure non sia previsto un limite temporale entro cui devono essere pagate le fatture comprensive dell’IVA da detrarre al 50, è necessario che il pagamento dell’IVA avvenga nei periodi di imposta 2016 e 2017.

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Credito d’imposta per sistemi d’allarme 2016

Se nel 2016 sono state sostenute spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme o connesse a contratti con istituti di vigilanza, il fisco riconosce un credito d’imposta.
La richiesta va presentata esclusivamente in via telematica tra il 20 febbraio e il 20 marzo, utilizzando l’apposito software “Creditovideosorveglianza” disponibile sul sito dell’Agenzia. Va ricordato che il credito d’imposta spetta alle esclusivamente alle persone fisiche.
In particolare, rientrano nell’agevolazione le spese
– per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme;
– connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza;
– dirette alla prevenzione di attività criminali.
Le spese devono essere sostenute su immobili non utilizzati nell’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo. Se le spese si riferiscono a immobili adibiti promiscuamente all’esercizio di impresa o di lavoro autonomo, il credito spetta nella misura del 50% .
Come funziona il credito d’imposta? Innanzitutto spetta nella misura percentuale che sarà stabilita sulla base del rapporto tra le risorse stanziate e il credito complessivamente richiesto e resa nota dall’Agenzia entro il prossimo 31 marzo. Considerato che le risorse stanziate ammontano a € 15 milioni, nel caso in cui, ad esempio, l’ammontare complessivo del credito richiesto sia pari a € 20 milioni, a ciascun richiedente sarà riconosciuto il 75% delle spese sostenute. Di sicuro non sarà cumulabile “con altre agevolazioni di natura fiscale aventi ad oggetto le medesime spese”.

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Prorogati gli Intrastat fino a fine anno

Il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe prolunga fino al 31 dicembre 2017 l’obbligo di invio dei modelli INTRASTAT relativi agli acquisti intra-comunitari di beni e di servizi, in attesa di “significative misure di semplificazione degli obblighi comunicativi dei contribuenti finalizzate a garantire anche la qualità e la completezza delle informazioni statistiche richieste dai regolamenti UE e ad evitare duplicazioni”.
Dal 1° gennaio 2018 sono abrogati gli INTRASTAT per le prestazioni di servizi rese a e ricevute da soggetti UE.
Dunque, dal 1 gennaio 2017 non occorre più presentare gli INTRASTAT per gli acquisti di beni e di servizi. Questo si spiega col fatto che le informazioni da trasmettere sono in realtà già contenute nei dati relativi alle fatture emesse e ricevute, alle bollette doganali e alle note di variazione che devono essere effettuate con cadenza trimestrale entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.
L’Agenzia delle Dogane ha inoltre chiarito che, per garantire un uniforme e corretto adempimento da parte degli operatori economici, l’obbligo della comunicazione degli elenchi riepilogativi relativi alle suddette operazioni trova applicazione fino all’ultimo trimestre o all’ultimo mese del 2016. Il che significa aver trasmesso entro il 25 gennaio 2017 i modelli INTRA-2.

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