Nuove imprese: tasso zero in tempi ridotti

“Nuove imprese a tasso zero” è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni prevedono il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Si promettono tempi celeri: meno di 60 giorni per avere il finanziamento.

Si può optare anche per l’erogazione dell’agevolazione sulla base di fatture di acquisto non quietanzate. In questo caso si deve avere a disposizione un conto corrente vincolato presso una banca aderente alla convenzione tra MiSE, Invitalia e Associazione bancaria italiana.
I beneficiari sono imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età. Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi, rispetto alla data di presentazione della domanda.
Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.
Gli investimenti finanziabili riguardano:
– produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
– fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
– commercio e al turismo;
– attività riconducibili anche a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti la filiera turistico-culturale oppure l’innovazione sociale.
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.
I fondi verranno assegnati valutando in via preliminare le domande già inviate ma allo stesso tempo è aperta la possibilità di inviare anche nuove domande per l’accesso ai prestiti a tasso zero per la creazione di nuove imprese.
Per il 2017 sarà ancora possibile presentare domanda.. Non esiste una scadenza per la presentazione delle domande: le risorse vengono assegnate sulla base dei fondi disponibili in ordine cronologico di presentazione senza graduatorie. Dopo la verifica formale è prevista una valutazione di merito che comprende anche un colloquio con gli esperti di Invitalia.

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Super-ammortamento: quali investimenti sono agevolati?

Proviamo a delineare un breve vademecum su come funziona questa agevolazione confermata ed estesa nell’ultima legge di Bilancio.

Prima di tutto il periodo previsto dalla legge: per poter usufruire del super-ammortamento gli investimenti devono essere effettuati fino al 31 dicembre 2017 o fino al 30 giugno 2018, a condizione che entro la fine di quest’anno il relativo ordine risulti accettato dal venditore o sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
Queste due condizioni devono verificarsi entrambe, ha precisato l’Agenzia delle Entrate, nel caso di investimenti effettuati tra gennaio e giugno 2018.
Cosa significa effettuati? Per considerare acquisito un bene, secondo il principio di competenza, la spesa dev’essere sostenuta alla data di consegna o spedizione; nel caso sia diversa e successiva, vale la data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale.
Nel caso invece di leasing, il momento di effettuazione dell’investimento coincide con la data in cui viene consegnato il bene: nel caso in cui il contratto di leasing preveda la clausola di prova a favore del locatario, ai fini della fruizione dell’agevolazione di cui trattasi, diventa rilevante la dichiarazione di esito positivo del collaudo e non il momento del riscatto.
Sono quattro tipi di investimenti che rientrano nella possibilità di super-ammortamento:
– la progettazione dell’investimento;
– i materiali acquistati ovvero quelli prelevati dal magazzino, quando l’acquisto di tali materiali non sia stato effettuato in modo specifico per la realizzazione del bene;
– la mano d’opera diretta;
– gli ammortamenti dei beni strumentali impiegati nella realizzazione del bene;
– i costi industriali imputabili all’opera (stipendi dei tecnici, spese di mano d’opera, energia elettrica degli impianti, materiale e spese di manutenzione, forza motrice, lavorazioni esterne, ecc.).
L’agevolazione spetta anche per i beni realizzati in economia, i cui lavori siano iniziati nel corso del periodo agevolato o comunque iniziati o sospesi in esercizi precedenti ma limitatamente ai costi sostenuti in tale arco temporale.
Se invece si utilizza un contratto di appalto a terzi, i relativi costi si considerano sostenuti dal committente alla data di ultimazione della prestazione oppure, in caso di stato di avanzamento lavori (SAL), alla data in cui l’opera o porzione di essa, risulta verificata e accettata dal committente: in quest’ultima ipotesi, sono agevolabili i corrispettivi liquidati nel periodo agevolato in base al SAL.

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Seminario Studio Menin, 19 maggio. “Rafforzare le imprese. Due nuovi strumenti: contratti di rete e PIR”

Le piccole e medie imprese, in un mercato colpito dalla crisi e in piena trasformazione, hanno bisogno di usare al meglio una serie di strumenti per rafforzarsi ed essere molto flessibili allo stesso tempo. Qui ne individuiamo due, i contratti di rete e i PIR, che hanno sì finalità diverse ma che scommettono entrambi sul principio di collaborazione fra imprese. Da una parte per costruire nuove e agili filiere e dall’altra per pensare a nuovi investimenti nell’economia reale.
Contratti di rete e PIR nascono da recenti normative, ma in breve tempo hanno ottenuto un successo non scontato.
Il prossimo seminario che lo Studio Menin ha in programma affronterà proprio questi temi, mettendo a fuoco questioni legali, vantaggi fiscali, opportunità finanziarie.

CONTRATTO DI RETE
Introdotto con L. 33/2009 e successivamente rivisitato con L. 122/2010 e L. 1134/2012, ha da subito suscitato l’interesse degli operatori ma solo ora sta raccogliendo i primi consensi.
Lo strumento consente a più imprenditori, a prescindere dalle dimensioni, di perseguire uno scopo comune, accrescere la propria capacità innovativa, la propria competitività sul mercato, migliorare l’accesso al credito, collaborando in forme e ambiti predeterminati, usufruendo nel frattempo di vantaggi fiscali e agevolazioni pubbliche.
Il contratto di rete consente alle PMI, ma anche alle piccole imprese artigiane, agricole, alimentari e turistiche, di uscire dalla gabbia della recessione e guardare con maggior fiducia al futuro.
Qui un vademecum della camera di commercio.

PIR – PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO
Sono stati introdotti dall’ultima legge di bilancio. Dedicati ai piccoli investitori, vogliono veicolare risorse verso le piccole e medie imprese italiane. Sono uno strumento di investimento di medio e lungo periodo.
I piani individuali di risparmio, già presenti con successo all’estero (in nazioni come Gran Bretagna, Francia, Usa e Giappone) da anni, sono uno strumento dedicato in particolare ai piccoli investitori.
Ogni singolo PIR, che dev’essere mantenuto almeno 5 anni, non può superare i 30mila euro di investimento. E un singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio. In cambio l’investitore otterrà un abbattimento di tutto il carico fiscale: in altri termini non pagherà tasse su capital gain, dividendi, successione e donazioni.
Più in dettaglio in questo articolo di soldionline.it 

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Start-up, il quadro normativo

Il quadro normativo sulle start-up è stato messo a pieno regime con la ultima manovra correttiva, rendendo la disciplina più chiara e togliendo alcuni contrasti interpretativi.

Startup Stock Photo

1. ha esteso da quattro a cinque anni, il periodo in cui operano i benefici nell’ambito della disciplina sul rapporto di lavoro subordinato;
2. resta fermo il periodo di quattro anni dalla data di costituzione, come termine ultimo per usufruire delle specifiche agevolazioni;
3. atti costitutivi e statuti delle start up innovative possono essere redatti e sottoscritti digitalmente, avvalendosi della piattaforma startup.registroimprese.it, e, una volta provvisti del numero di registrazione potranno essere trasmessi, tramite una pratica di comunicazione unica, all’ufficio del registro delle imprese competente per territorio.

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Previdenza e questioni familiari

L’INPS ha recentemente fornito una serie di chiarimenti in materia di lavoro e nuclei familiari.

  1. Unioni civili
    La circolare dell’Istituto chiarisce in merito all’individuazione del nucleo di riferimento per le unioni civili e la determinazione del reddito complessivo per i nuclei familiari composti da genitori conviventi, oltre al diritto all’assegno per congedo matrimoniale.
    In particolare, in caso di un nucleo in cui solo una delle due parti dell’unione è lavoratore dipendente o titolare di prestazione previdenziale, l’INPS precisa che, al pari del diritto riconosciuto nell’ambito del matrimonio per il coniuge non separato legalmente ed effettivamente, vanno riconosciute le prestazioni familiari per la parte dell’unione civile priva di posizione tutelata.
  2.  Gravidanze e certificate on-line
    Con la trasmissione telematica dei certificati di gravidanza la lavoratrice non è più tenuta alla presentazione degli stessi in formato cartaceo all’INPS e al datore di lavoro. Quest’ultimo potrà consultare la certificazione, previa autenticazione con PIN/CNS ed inserimento del codice fiscale e del numero di protocollo del certificato, attraverso l’apposita applicazione esposta sul sito dell’INPS.  L’INPS prevede un periodo transitorio di 3 mesi (fino ai primi di agosto) per applicare le nuove norme, durante il quale al medico è consentito il rilascio del certificato con modalità cartacea.
  3. Congedi parentali
    Il congedo facoltativo per i padri lavoratori dipendenti può essere fruito nei primi mesi dell’anno 2017 solamente per gli eventi (parto, adozione e affidamento) avvenuti nell’anno 2016.
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