Tre immobili in eredità: si può usufruire di agevolazioni prima casa?

Il contribuente che, per effetto della successione, diviene pieno proprietario di tre immobili, in precedenza posseduti in comproprietà con il coniuge defunto, può fruire delle agevolazioni “prima casa” in relazione all’acquisto delle quote di uno dei tre immobili.
Lo ha chiarito ieri l’Agenzia delle Entrate in riferimento a un caso di questo tipo.

La norma prevede l’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione «non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando, in capo al beneficiario, ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione».

La risoluzione di ieri, dopo aver precisato che:
– la nozione di abitazione non di lusso deve essere riferita alle case di abitazione diverse da quelle appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
per poter beneficiare dell’agevolazione, l’interessato, all’apertura della successione, deve dichiarare:
– di avere la residenza nel territorio del comune ove è ubicato l’immobile da acquistare o di volerla stabilire entro diciotto mesi dall’acquisto;
di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.

L’agenzia ha confermato che il coniuge superstite può fruire delle agevolazioni “prima casa” per l’acquisto delle quote di uno dei tre immobili.
Con la morte del coniuge infatti il regime di comunione viene meno. E per effetto della successione, la coniuge superstite diventa proprietaria esclusiva; difatti, la dichiarazione che deve essere resa dalla contribuente deve essere riferita ad immobili diversi da quelli che vengono acquistati con la successione.
Poiché l’agevolazione in questione può essere applicata soltanto per una unità immobiliare, viene specificato che per le due rimanenti abitazioni pervenute con la stessa successione sono, invece, dovute le imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale, pari rispettivamente al 2 e all’1% del valore dell’immobile.

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Dal 2018 bonus per spese di pubblicità

Dal 2018 lavoratori autonomi e imprese che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie potranno beneficiare di un contributo sotto forma di credito d’imposta.
L’idea è di incentivare imprenditori e professionisti a utilizzare strumenti pubblicitari per favorire lo sviluppo della propria attività e quindi generare una  ripresa in un settore in crisi come quello dell’editoria.
Come funziona il bonus?

La norma prevede che il credito d’imposta sarà riconosciuto ai soggetti che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie su:
– stampa quotidiana e periodica;
– emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.
Per poter beneficiare del bonus il valore di tali investimenti deve superare almeno dell’1% il valore degli investimenti di analoga natura effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.
L’agevolazione è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati; nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative il credito d’imposta è pari al 90%, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito annualmente con specifico D.P.C.M..
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante modello f24.
Ora si aspetta la pubblicazione del decreto con le modalità e i criteri di attuazione, con particolare riguardo a:
– investimenti che danno accesso al beneficio;
– casi di esclusione;
– procedure di concessione e di utilizzo del beneficio;
– documentazione richiesta;
– l’effettuazione dei controlli;
– modalità finalizzate ad assicurare il rispetto del limite di spesa massimo agevolabile.
Ancora non è chiaro se resteranno esclusi gli investimenti pubblicitari realizzati via internet  e resta da chiarire anche se il calcolo dell’incremento per poter beneficiare dell’agevolazione dovrà essere effettuato sull’ammontare complessivo della spesa realizzata o sulla spesa realizzata sui singoli mezzi (stampa, televisione e radio).

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