Agevolazioni, contributi, bonus: cinque opportunità per le imprese

Contributi per donne imprenditrici, bonus fiscale per spese in pubblicità. E poi il super, l’iper e il maxi ammortamento per beni strumentali e tecnologia. E infine le  detrazioni fiscali per ristrutturazioni ed risparmio energetico.
Alcuni sono nuovi e appena usciti, altri sono ancora in vigore o prorogati.
Qui proviamo a ricostruire una breve mappa di cinque opportunità fiscali a portata di impresa e che lo Studio vi può aiutare a conseguire.

1) Contributi per l’imprenditoria femminile. Fino al 16.11.2017

Si tratta di contributi stanziati dalla Regione Veneto e rivolti a donne imprenditrici e a imprese a prevalente partecipazione femminile.
Il contributo copre il 30% delle spese sostenute e rendicontate.
Per quali spese? Devono essere effettuate nel 2017, di importo tra i 20 mila e i 150 mila euro, e riguardare acquisti per:
> macchinari e impianti produttivi
> hardware e programmi informatici
> attrezzature e arredi
> mezzi di trasporto a uso aziendale
> opere edili e di impiantistica
Scadenza
Il bando si apre lunedì 6 novembre 2017 e si conclude il 16 novembre 2017.
Le domande devono essere presentate via web alla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi della Regione Veneto. Qui i documenti

2) Bonus per campagne pubblicità dal 24.06.2017

E’ un bonus riconosciuto a chi investe in pubblicità: si riconosce un credito di imposta sulle spese usufruibile dal 2018.
Per quali spese?
Per le spese di pubblicità su giornali quotidiani o periodici, televisione e radio sostenute a partire dal 24.06.2017.
Come funziona?
E’ riconosciuto un credito d’imposta del valore incrementale degli investimenti pari a:
– 90% per micro-imprese, PMI e startup
– 75% per altri soggetti
Cos’è il valore incrementale? L’investimento in pubblicità dev’essere superiore ad almeno l’1% rispetto a quello effettuato l’anno precedente sui medesimi mezzi di informazione.
Un esempio: se investo nell’anno 2017 euro 1000 di pubblicità (e non ho avuto spese pubblicità l’anno 2016), mi spetta un credito d’imposta di euro 750.
Il credito d’imposta sarà riconosciuto dal 2018. Potrà essere utilizzato solo in compensazione.
Un apposito decreto definirà a breve una serie di aspetti, tra cui la documentazione da presentare e la possibilità di spese pubblicitarie in internet.

3) Iper e maxi-ammortamento: investimenti fino al 31.12.2017 o 30.09.2018

E’ stato prorogato al 30 settembre 2018 il termine entro cui effettuare investimenti che beneficiano dell’agevolazione fiscale.
Per quali investimenti?
1) Per l’acquisto di beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, che favoriscono processi di trasformazione tecnologica e digitale.
2) Per i beni acquistati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017 oppure entro il 30.09.2018 a condizione che entro il 31 dicembre 2017 l’ordine di acquisto sia stato accettato dal venditore e sia siano stati pagati acconti pari almeno al 20% del totale.
Quale agevolazione?
1) Iper-ammortamento: si riconosce una maggiorazione del 150% del costo di acquisto
2) Maxi-ammortamento: si riconosce una maggiorazione del 40% del costo a favore di chi beneficia della maggiorazione del 150% e che effettuano anche investimenti in beni immateriali strumentali.
Si tratta di maggiorazione con rilevanza solo ai fini IRPEF o IRES e usufruibili in sede di dichiarazione redditi.

4) Super-ammortamento: fino al 31.12.2017

E’ la maggiorazione del 40% sull’acquisto di beni strumentali nuovi (escluse le autovetture e i beni a deducibilità parziale per l’anno 2017).
Spetta anche per sull’acquisto mediante contratto di leasing.
Sono esclusi i noleggi.

5) Bonus per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico: fino al 31.12.2017

E’ una detrazione fiscale dall’IRPEF del 50% da calcolarsi su un tetto massimo di spesa per ristrutturazione di euro 96.000 e spetta fino al 31.12.2017.
Dal 01.01.2018 il credito di imposta scende a 36% fino ad un tetto massimo di spesa di euro 48.000.
Per gli interventi di riqualificazione energetica la detrazione fiscale da IRPEF E IRES del 65% è prorogata fino al 31.12.2017.
Per quali interventi? Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione, risanamento su immobili.
Su quali immobili? Si deve trattare di interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non solo l’abitazione principale) ed immobili adibiti ad attività produttive.
Chi ne usufruisce? Il proprietario dell’immobile, il titolare del diritto reale, il locatario.
Le imprese che sono proprietarie di un immobile da ristrutturare hanno pertanto i seguenti benefici:
> Aliquota iva del 10% sui lavori di ristrutturazione immobile
> Bonus fiscale IRPEF del 50% su un monte lavori complessivo massimo di euro 96.000 (se trattasi di ditte individuali o società di persone)
> Bonus fiscale IRPEF E IRES del 65% su interventi di risparmio energetico sull’immobile (ditte individuali, società persone e società di capitali)
> Cumulabilità del bonus del 65% con la detrazione del costo dal reddito di impresa:: è una doppia agevolazione!
> Esonero dal produrre il pagamento attraverso bonifico
> Detraibilità delle spese secondo il principio di competenza e non di cassa.

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Industria 4.0, quali strumenti per le imprese?

Il Piano industria 4.0 punta a una innovazione di tutto il sistema produttivo, in particolare manifatturiero e delle PMI.
L’obiettivo, a livello europeo, è quello di investire in nuove tecnologie e robotica e di attivare un radicale ammodernamento degli impianti. Sono in molti gli imprenditori che chiedono quali siano in vantaggi e gli strumenti previsti dal Piano.


Qui in sintesi:
– il super ammortamento: consiste in un incremento pari al 140% del costo dei beni strumentali nuovi acquistati o in leasing;
– L’iper ammortamento: è una nuova “super-agevolazione” introdotta dalla legge di Bilancio 2017 che si traduce in una maggiorazione del 150% del costo di taluni beni strumentali nuovi acquistati per adeguare l’impresa;
– la misura “Beni strumentali”, diretta a facilitare l’accesso al credito delle PMI, finanzia impianti e macchinari, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali;
– un credito di imposta del 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo sostenute nel periodo 2017-2020, fino ad un importo massimo annuo di 20 milioni di euro per ciascun beneficiario, utilizzabile anche in presenza di perdite, al quale si accede automaticamente in fase di redazione di bilancio.
– Il Patent Box è la misura più innovativa: si tratta di una tassazione agevolata per le imprese che investono in ricerca e sviluppo e contemporaneamente producono reddito grazie all’utilizzo di beni immateriali. L’opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo di imposta per il quale si intende optare per la stessa; essa è valida per 5 periodi di imposta, è irrevocabile e rinnovabile.
– Azioni a sostegno delle start-up: sono previste, tra le altre, detrazioni del 30% per chi investe in innovazione ovvero la possibilità di assorbimento delle perdite delle start up da parte di società sponsor.

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Nuove imprese: tasso zero in tempi ridotti

“Nuove imprese a tasso zero” è l’incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni prevedono il finanziamento a tasso zero di progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro che può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili. Si promettono tempi celeri: meno di 60 giorni per avere il finanziamento.

Si può optare anche per l’erogazione dell’agevolazione sulla base di fatture di acquisto non quietanzate. In questo caso si deve avere a disposizione un conto corrente vincolato presso una banca aderente alla convenzione tra MiSE, Invitalia e Associazione bancaria italiana.
I beneficiari sono imprese composte in prevalenza da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di tutte le età. Le imprese devono essere costituite in forma di società da non più di 12 mesi, rispetto alla data di presentazione della domanda.
Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, a condizione che costituiscano la società entro 45 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni.
Gli investimenti finanziabili riguardano:
– produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;
– fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
– commercio e al turismo;
– attività riconducibili anche a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti la filiera turistico-culturale oppure l’innovazione sociale.
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.
I fondi verranno assegnati valutando in via preliminare le domande già inviate ma allo stesso tempo è aperta la possibilità di inviare anche nuove domande per l’accesso ai prestiti a tasso zero per la creazione di nuove imprese.
Per il 2017 sarà ancora possibile presentare domanda.. Non esiste una scadenza per la presentazione delle domande: le risorse vengono assegnate sulla base dei fondi disponibili in ordine cronologico di presentazione senza graduatorie. Dopo la verifica formale è prevista una valutazione di merito che comprende anche un colloquio con gli esperti di Invitalia.

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Seminario Studio Menin, 19 maggio. “Rafforzare le imprese. Due nuovi strumenti: contratti di rete e PIR”

Le piccole e medie imprese, in un mercato colpito dalla crisi e in piena trasformazione, hanno bisogno di usare al meglio una serie di strumenti per rafforzarsi ed essere molto flessibili allo stesso tempo. Qui ne individuiamo due, i contratti di rete e i PIR, che hanno sì finalità diverse ma che scommettono entrambi sul principio di collaborazione fra imprese. Da una parte per costruire nuove e agili filiere e dall’altra per pensare a nuovi investimenti nell’economia reale.
Contratti di rete e PIR nascono da recenti normative, ma in breve tempo hanno ottenuto un successo non scontato.
Il prossimo seminario che lo Studio Menin ha in programma affronterà proprio questi temi, mettendo a fuoco questioni legali, vantaggi fiscali, opportunità finanziarie.

CONTRATTO DI RETE
Introdotto con L. 33/2009 e successivamente rivisitato con L. 122/2010 e L. 1134/2012, ha da subito suscitato l’interesse degli operatori ma solo ora sta raccogliendo i primi consensi.
Lo strumento consente a più imprenditori, a prescindere dalle dimensioni, di perseguire uno scopo comune, accrescere la propria capacità innovativa, la propria competitività sul mercato, migliorare l’accesso al credito, collaborando in forme e ambiti predeterminati, usufruendo nel frattempo di vantaggi fiscali e agevolazioni pubbliche.
Il contratto di rete consente alle PMI, ma anche alle piccole imprese artigiane, agricole, alimentari e turistiche, di uscire dalla gabbia della recessione e guardare con maggior fiducia al futuro.
Qui un vademecum della camera di commercio.

PIR – PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO
Sono stati introdotti dall’ultima legge di bilancio. Dedicati ai piccoli investitori, vogliono veicolare risorse verso le piccole e medie imprese italiane. Sono uno strumento di investimento di medio e lungo periodo.
I piani individuali di risparmio, già presenti con successo all’estero (in nazioni come Gran Bretagna, Francia, Usa e Giappone) da anni, sono uno strumento dedicato in particolare ai piccoli investitori.
Ogni singolo PIR, che dev’essere mantenuto almeno 5 anni, non può superare i 30mila euro di investimento. E un singolo investitore non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio. In cambio l’investitore otterrà un abbattimento di tutto il carico fiscale: in altri termini non pagherà tasse su capital gain, dividendi, successione e donazioni.
Più in dettaglio in questo articolo di soldionline.it 

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Crowdfunding per le PMI: ora si può

La manovra correttiva ha esteso alle PMI la possibilità di ricorrere all’equity based crowdfunding, la raccolta pubblica di fondi finora riservata alle start-up e alle PMI innovative. Si tratta di una interessante opportunità di finanziamento che le imprese possono valutare.


Il crowdfunding è la raccolta fondi che, mediante il web ed il coinvolgimento di un vasto pubblico, riesce a convogliare somme di denaro per la realizzazione di un progetto. Si parla di equity crowdfunding quando tramite l’investimento online si acquista un titolo di partecipazione in una società. E’ infatti questo ciò che lo distingue dagli altri modelli, per la particolare “ricompensa” attesa da parte di chi contribuisce al progetto.
Si ricorda che sono considerate PMI le imprese che hanno meno di 250 occupati e hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.
Con questa nuova norma, le quote di partecipazione in PMI costituite in forma di società a responsabilità limitata possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali, nei limiti previsti dalle leggi speciali.
Le srl in questo modo finiscono quasi per assomigliare a delle piccole Spa. La questione si fa infatti complessa dal punto di vista giuridico, perché la novità rappresenta una deroga alla peculiarità delle Srl per cui (secondo l’art.2468 del codice civile) “le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentante da azioni né costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari”.
Nell’estendere la disciplina delle start up innovative alle PMI la legge ha poi introdotto la possibilità, per le S.r.l.-PMI di creare categorie di quote fornite di diritti diversi e, nei limiti imposti dalla legge, di determinare liberamente il contenuto delle varie categorie. Sarà quindi possibile anche per le PMI-S.r.l. emettere, ad esempio, quote prive del diritto di voto, da offrire a tutti gli investitori che, proprio in virtù dell’operazione di crowdfunding diventano titolari di una partecipazione minima al capitale sociale.
Infine, viene previsto anche per le PMI Srl la deroga al divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni qualora l’operazione sia compiuta in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l’assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali.

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