Buste paga, stop ai contanti

Dal 1° luglio i datori di lavoro o i committenti non potranno più corrispondere la retribuzione ai propri dipendenti in denaro contante ma solo con modalità tracciabili. La norma è stata introdotta a contrasto di pratiche illegali tuttora diffuse. E’ bene sapere come funziona. Continua a leggere Buste paga, stop ai contanti

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Badanti: doppia agevolazione fiscale

Le spese sostenute per assumere una badante beneficiano di una doppia agevolazione sotto il profilo fiscale, sia come costo deducibile dal reddito complessivo, sia come onere detraibile dall’Irpef. Per di più, le due misure fiscali sono cumulabili. Come funziona questo meccanismo? Di quali spese si tratta?
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Prestazioni occasionali, quali sanzioni?

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro è di recente intervenuto sul tema delle sanzioni in caso di utilizzo delle prestazioni occasionali in violazione della normativa. Che cosa si prevede, dunque?


1) La trasformazione del rapporto in lavoro “a tempo pieno e indeterminato” nel caso sia superato, da parte di un datore di lavoro diverso da una Pubblica Amministrazione, il limite economico di 2.500 euro o comunque il limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco di un anno (oppure di diverso limite previsto nel settore agricolo);
2) una sanzione pecuniaria da 500 a 2.500 euro “per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione“. Per quali violazioni? La multa scatta se non si rispetta l’obbligo di comunicazione preventiva da parte di datori che non siano la P.A. o persone fisiche e famiglie o nel caso si sia ricorso al contratto di prestazione occasionale nonostante alle dipendenze ci fossero più di 5 lavoratori a tempo indeterminato.
Si applica una sanzione “ridotta”  pari a 833,33 euro per ogni giornata non tracciata da regolare comunicazione. Vale a dire nel caso che la comunicazione sia effettuata in ritardo o non contenga tutti gli elementi richiesti o, ancora, questi elementi non corrispondano a quanto effettivamente accertato.
Un esempio: la prestazione occasionale giornaliera è stata svolta per un numero di ore superiore a quelle indicate nella comunicazione preventiva.
L’Ispettorato ha specificato, poi, la sanzione si quantifica in base al numero delle giornate in cui si è fatto ricorso al lavoro occasionale, indipendentemente dal numero di lavoratori impiegati nella singola giornata.

Quali sono dunque i limiti, i divieti e gli obblighi nelle prestazioni occasionali?

1) Limiti economici (riferiti ai compensi percepiti al netto dei contributi, premi assicurativi e costi di gestione):
Sono considerate prestazioni occasionali le attività che danno luogo in un anno civile:
– a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro per ciascun prestatore di lavoro, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
– a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori di lavoro;
– a compensi di importo non superiore a 2.500 euro, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, che non possono comunque superare il limite di durata pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno. Nel settore agricolo tale limite è dato dal rapporto tra 2.500 euro annui e la retribuzione oraria individuata dal CCNL.
2) Divieti
– Non possono essere attivate prestazioni di lavoro occasionale che siano rese da lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.
– Ulteriori divieti impediscono la stipula del contratto di prestazione occasionale:
> da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
> da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti previsti dalla normativa purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
> da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
> nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.
3) Obblighi dell’utilizzatore
– di un contratto di prestazione occasionale: deve effettuare la comunicazione almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa;
– del Libretto di famiglia: deve comunicare i dati entro il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione.
Se la prestazione occasionale non dovesse essere resa (ad esempio per indisponibilità sopravvenuta del prestatore) l’utilizzatore può effettuare la “revoca” della dichiarazione entro e non oltre le ore 24 del terzo giorno successivo a quello previsto per lo svolgimento della prestazione.

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Professionisti, nuovi obblighi su assicurazione e preventivi

Novità per i professionisti sono previsti dalla nuova legge sulla concorrenza. In particolare, dal 29 agosto, sono obbligatorie tre disposizioni:
– la  copertura assicurativa;
– il preventivo del compenso in forma scritta
– l’informazione dei titoli posseduti

Copertura assicurativa
Si tratta dell’obbligo da parte del professionista di avere una copertura assicurativa relativi ai possibili danni conseguenti all’esercizio della professione. Si ricorda che sono integralmente deducibili le spese sostenute per forme assicurative o di solidarietà per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo
Cosa prevedono le nuove norme? Fatta salva la libertà contrattuale delle parti, la legge prevede che l’assicurazione contenga un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro 10 giorni successivi e relative a fatti illeciti verificatisi nel periodo di operatività della copertura assicurativa. Tale previsione è applicabile anche alle polizze assicurative già in corso di validità al 29.8.2017 consentendo su richiesta del contraente la possibilità di rinegoziazione del contratto in essere.

Obbligo del preventivo
Il compenso per la prestazione professionale deve essere pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale secondo le forme previste dall’ordinamento.
Il professionista è tenuto a comunicare al cliente, in forma scritta o digitale:
– il grado di complessità dell’incarico
– gli estremi della polizza assicurativa per danni provocati nell’esercizio dell’attività
– gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico fino alla sua conclusione
– il preventivo di massima del compenso richiesto per svolgere la prestazione: deve comprendere spese, oneri, contributi e tutti i costi per le singole prestazioni (ad esempio l’addebito del contributo della Cassa previdenziale / Gestione Separata INPS, l’aliquota IVA applicabile, così come oneri amministrativi o tributi per le pratiche). Inoltre, dovranno essere riportate le modalità di rimborso, se previste, per le trasferte del professionista.
Anche se la norma non prevede alcuna “conseguenza”, il mancato preventivo potrebbe dare origine a contestazioni dell’importo e possibili contenziosi in merito al compenso.
Da sottolineare che per gli avvocati è necessaria la predisposizione di un preventivo di massima in forma scritta anche in assenza di una espressa richiesta del cliente.

Informazione sui titoli posseduti
E’ inoltre stabilito l’obbligo di indicare e comunicare i titoli posseduti ed eventuali specializzazioni per i professionisti iscritti in Ordini o Collegi al fine di garantire massima trasparenza verso gli utenti.
La norma in esame non indica, tuttavia, quando tale obbligo debba essere assolto (ad esempio, al primo rapporto con il cliente oppure nel momento del conferimento dell’incarico).
Il professionista ha la possibilità di pubblicizzare:
-l’ attività professionale;
-le specializzazioni e i titoli professionali posseduti;
– la struttura dello studio;
– i compensi delle prestazioni.
Tutte le informazioni possono essere rese con ogni mezzo, pur nel rispetto dell’obbligo di verità, trasparenza e correttezza. Non possono risultare equivoche o ingannevoli o denigratorie.

 

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Esonero contributivo per assunzioni di studenti/apprendisti

L’Inps ha di recente reso operativo il cosiddetto esonero contributivo introdotto con la legge di bilancio 2017. Si tratta di un incentivo per i datori di lavoro ad assumere studenti che abbiano svolto attività di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato presso la propria azienda.


Possono usufruire dell’incentivo imprenditori e non, in quest’ultimo caso il riferimento è ad associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali, enti religiosi, e così via.
L’assunzione deve avvenire, a tempo indeterminato, tra il 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018.
Deve riguardare quegli studenti che, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio, abbiano svolto presso il datore di lavoro che li assume:
– periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione;
– attività di alternanza scuola-lavoro pari, alternativamente:
– almeno al 30% delle ore di alternanza previste dalla legge 107/2015;
– al 30% del monte orario previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi di istruzione e formazione professionale;
– al 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza nell’ambito dei percorsi realizzati dagli istituti tecnici superiori, ovvero al 30% del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari.
Il bonus riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, siano essi nuove assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato, compresi i rapporti di apprendistato, anche nelle ipotesi di regime di part-time, con l’eccezione dei contratti che riguardano gli operai agricoli e di quelli di lavoro domestico.
Di che incentivo si tratta?
Riguarda i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro e non può comunque essere superiore alla misura massima di 3.250 euro su base annua
La durata dell’esonero contributivo è stabilita in un triennio a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore. Il bonus sarà erogato dall’Inps secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limiti delle risorse disponibili pari a 7,4 milioni di euro per il 2017.

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