Condono bollo auto, ma a due condizioni

ph.Neil Kelly

Il condono per il bollo auto non pagato rientra tra le disposizioni del recente decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019.
Ma attenzione: non per tutti i casi lo Stato cancellerà gli insoluti. Per questo il decreto ha previsto due possibilità per regolarizzare i debiti col fisco: il condono e la rottamazione delle cartelle.
Come funziona?Per accedere al condono, in modo da sistemare le pendenze con il fisco per il bollo auto, dobbiamo verificare di rientrare in due condizioni.
Il condono dipende infatti dal periodo in cui è maturato il nostro mancato pagamento e dall’ammontare delle tasse automobilistiche non pagate.

Il decreto prevede che il condono si applichi per le cartelle:
1) relative al periodo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010
2) per importi non superiori ai 1000 euro.

Solo se ricorrono queste due condizioni scatterà il condono, così come è previsto per le imposte e le tasse locali (Imu, Tasi e Tari): a quel punto il debito sarà cancellato d’ufficio al 31 dicembre 2018. Al contribuente non è richiesta alcuna pratica: sarà l’Agenzia delle Entrate a comunicargli il condono avvenuto.

Se invece il nostro debito col fisco si riferisce tra il 2000 e il 2010 ma ammonta a più di 1000 euro (oppure si è accumulato dopo il 2010), in quel caso si potrà beneficiare della rottamazione ter delle cartelle arrivate entro il 31 dicembre 2017.
Cosa succede in questo caso?
Si pagherà l’importo, mentre vengono stralciati sanzioni e interessi maturati negli anni. Non solo: la rottamazione permette di pagare in un’unica soluzione o in un massimo di 10 rate in 5 anni.
In questo caso lo Stato chiede al contribuente di presentare domanda attraverso i moduli messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, entro il 30 aprile 2019.

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