Controlli fiscali possibili anche sui conti dei familiari e dei collaboratori

by francycrave.com

Se l’Agenzia dello Entrate ritiene di effettuare un controllo fiscale sui conti correnti di un professionista o di una società, può spingersi a verificare i movimenti bancari di  tutta la cerchia familiare e dei collaboratori.
Lo ha ribadito di recente la Corte di Cassazione che ha pure sottolineato come in quel caso sarà a carico di chi è sotto controllo fornire la prova che i conti di familiari e collaboratori sono estranei ai suoi movimenti. Continua a leggere Controlli fiscali possibili anche sui conti dei familiari e dei collaboratori

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Fatture elettroniche per carburanti: e il netting?

Il 1 luglio di quest’anno la fatturazione elettronica farà il suo esordio per quanto riguarda carburanti e lubrificanti, anticipando l’obbligo per tutti che scatterà nel 2019.
Cosa dice la legge? E’ davvero obbligatoria la fattura elettronica per qualsiasi tipo di rifornimento? Anche per gli acquisti con il sistema di netting?

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Autoriciclaggio e illeciti fiscali

Se si compie una serie di atti illeciti che fanno realizzare un profitto mascherato da un mero risparmio di imposta, si può considerare un reato di autoriclaggio? Per rispondere alla questione ci aiuta un esperto di Euroconference, Angelo Ginex, che di recente ha scritto in merito.
Proviamo a capire di cosa si tratta.

ph.Trinity Kubassek

Cosa si intende quando si parla di autoriciclaggio? Secondo l’articolo 648-ter.1 c.p. il reato scatta quando una persona impiega, sostituisce o trasferisce in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità “provenienti” dalla commissione di un delitto non colposo, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
La questione, dice la dalynews dei professionisti fiscali, “è se quel termine “provenienti”, includa solo le utilità che, attraverso la commissione del reato presupposto, determinano un incremento di ricchezza nel patrimonio del reo oppure anche quelle costituite da una mancata diminuzione del patrimonio medesimo, e cioè da un mero risparmio”.
A questo proposito, sia la giurisprudenza che le circolari di Banca di Italia e Guardia di finanza danno una interpretazione estensiva. Non tutti i giuristi sono della stessa opinione. La Corte di Cassazione, chiamata in causa, ha solo sottolineato che per configurarsi il reato di autoriciclaggio è necessario che le attività di impiego, sostituzione o trasferimento di denaro o altri beni e utilità vengano espletate in un momento in cui il delitto presupposto si sia già perfezionato.
“Non sembrano esserci dubbi invece – continua l’esperto – sul fatto che sia difficile configurare il reato di autoriciclaggio nei casi di occultamento o distruzione di documenti contabili e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, in quanto tali fattispecie puniscono condotte di pericolo, prodromiche all’evasione, che prescindono dal mancato versamento dell’imposta e dalla produzione di ricchezza in capo al contribuente”.

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Tre immobili in eredità: si può usufruire di agevolazioni prima casa?

Il contribuente che, per effetto della successione, diviene pieno proprietario di tre immobili, in precedenza posseduti in comproprietà con il coniuge defunto, può fruire delle agevolazioni “prima casa” in relazione all’acquisto delle quote di uno dei tre immobili.
Lo ha chiarito ieri l’Agenzia delle Entrate in riferimento a un caso di questo tipo.

La norma prevede l’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione «non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relativi alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando, in capo al beneficiario, ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione».

La risoluzione di ieri, dopo aver precisato che:
– la nozione di abitazione non di lusso deve essere riferita alle case di abitazione diverse da quelle appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
per poter beneficiare dell’agevolazione, l’interessato, all’apertura della successione, deve dichiarare:
– di avere la residenza nel territorio del comune ove è ubicato l’immobile da acquistare o di volerla stabilire entro diciotto mesi dall’acquisto;
di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni.

L’agenzia ha confermato che il coniuge superstite può fruire delle agevolazioni “prima casa” per l’acquisto delle quote di uno dei tre immobili.
Con la morte del coniuge infatti il regime di comunione viene meno. E per effetto della successione, la coniuge superstite diventa proprietaria esclusiva; difatti, la dichiarazione che deve essere resa dalla contribuente deve essere riferita ad immobili diversi da quelli che vengono acquistati con la successione.
Poiché l’agevolazione in questione può essere applicata soltanto per una unità immobiliare, viene specificato che per le due rimanenti abitazioni pervenute con la stessa successione sono, invece, dovute le imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale, pari rispettivamente al 2 e all’1% del valore dell’immobile.

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Professionisti, nuovi obblighi su assicurazione e preventivi

Novità per i professionisti sono previsti dalla nuova legge sulla concorrenza. In particolare, dal 29 agosto, sono obbligatorie tre disposizioni:
– la  copertura assicurativa;
– il preventivo del compenso in forma scritta
– l’informazione dei titoli posseduti

Copertura assicurativa
Si tratta dell’obbligo da parte del professionista di avere una copertura assicurativa relativi ai possibili danni conseguenti all’esercizio della professione. Si ricorda che sono integralmente deducibili le spese sostenute per forme assicurative o di solidarietà per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo
Cosa prevedono le nuove norme? Fatta salva la libertà contrattuale delle parti, la legge prevede che l’assicurazione contenga un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro 10 giorni successivi e relative a fatti illeciti verificatisi nel periodo di operatività della copertura assicurativa. Tale previsione è applicabile anche alle polizze assicurative già in corso di validità al 29.8.2017 consentendo su richiesta del contraente la possibilità di rinegoziazione del contratto in essere.

Obbligo del preventivo
Il compenso per la prestazione professionale deve essere pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale secondo le forme previste dall’ordinamento.
Il professionista è tenuto a comunicare al cliente, in forma scritta o digitale:
– il grado di complessità dell’incarico
– gli estremi della polizza assicurativa per danni provocati nell’esercizio dell’attività
– gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico fino alla sua conclusione
– il preventivo di massima del compenso richiesto per svolgere la prestazione: deve comprendere spese, oneri, contributi e tutti i costi per le singole prestazioni (ad esempio l’addebito del contributo della Cassa previdenziale / Gestione Separata INPS, l’aliquota IVA applicabile, così come oneri amministrativi o tributi per le pratiche). Inoltre, dovranno essere riportate le modalità di rimborso, se previste, per le trasferte del professionista.
Anche se la norma non prevede alcuna “conseguenza”, il mancato preventivo potrebbe dare origine a contestazioni dell’importo e possibili contenziosi in merito al compenso.
Da sottolineare che per gli avvocati è necessaria la predisposizione di un preventivo di massima in forma scritta anche in assenza di una espressa richiesta del cliente.

Informazione sui titoli posseduti
E’ inoltre stabilito l’obbligo di indicare e comunicare i titoli posseduti ed eventuali specializzazioni per i professionisti iscritti in Ordini o Collegi al fine di garantire massima trasparenza verso gli utenti.
La norma in esame non indica, tuttavia, quando tale obbligo debba essere assolto (ad esempio, al primo rapporto con il cliente oppure nel momento del conferimento dell’incarico).
Il professionista ha la possibilità di pubblicizzare:
-l’ attività professionale;
-le specializzazioni e i titoli professionali posseduti;
– la struttura dello studio;
– i compensi delle prestazioni.
Tutte le informazioni possono essere rese con ogni mezzo, pur nel rispetto dell’obbligo di verità, trasparenza e correttezza. Non possono risultare equivoche o ingannevoli o denigratorie.

 

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