Fatture con descrizioni generiche: costi indeducibili e IVA indetraibile

Marzo 22, 2017 By Studio Menin

Può capitare di emettere o di ricevere fatture con la descrizione generica della prestazione. Tuttavia le conseguenze potrebbero essere amare:  i costi diventano indeducibili ai fini delle imposte dirette e l’IVA indetraibile con possibile multa da euro 1.000 a euro 8.000.
Perché? Per quanto riguarda le imposte sui redditi vale la regola per cui il costo, per poter essere dedotto, deve non solo essere esistente ma anche inerente: secondo la Corte di Cassazione deve quindi trattarsi di una «spesa che si riferisce ad attività da cui derivano ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito di impresa».
La stessa Corte ha anche stabilito che a provare quella inerenza sia il contribuente stesso. Quest’ultimo, oltre a fornire tutta la documentazione per giustificare il costo, dovrà anche dimostrare – sono sempre parole della Cassazione – «la coerenza economica dei costi sostenuti nell’attività d’impresa, ove sia contestata dall’Amministrazione finanziaria anche la congruità dei dati relativi a costi e ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni».
Per l’IVA la legge è chiara fin dal principio: in fattura devono essere esplicitate «natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione»
Dunque, se la descrizione generica è evidente che non consente d’identificare l’oggetto della prestazione, né rispetta prinicipi di trasparenza e conoscibilità, necessari alla amministrazione finanziaria per le attività di ispezione e controllo. Da qui la sanzione. Dunque: fate attenzione.

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