Se nel 2016 sono state sostenute spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme o connesse a contratti con istituti di vigilanza, il fisco riconosce un credito d’imposta.
La richiesta va presentata esclusivamente in via telematica tra il 20 febbraio e il 20 marzo, utilizzando l’apposito software “Creditovideosorveglianza” disponibile sul sito dell’Agenzia. Va ricordato che il credito d’imposta spetta alle esclusivamente alle persone fisiche.
In particolare, rientrano nell’agevolazione le spese
– per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o allarme;
– connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza;
– dirette alla prevenzione di attività criminali.
Le spese devono essere sostenute su immobili non utilizzati nell’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo. Se le spese si riferiscono a immobili adibiti promiscuamente all’esercizio di impresa o di lavoro autonomo, il credito spetta nella misura del 50% .
Come funziona il credito d’imposta? Innanzitutto spetta nella misura percentuale che sarà stabilita sulla base del rapporto tra le risorse stanziate e il credito complessivamente richiesto e resa nota dall’Agenzia entro il prossimo 31 marzo. Considerato che le risorse stanziate ammontano a € 15 milioni, nel caso in cui, ad esempio, l’ammontare complessivo del credito richiesto sia pari a € 20 milioni, a ciascun richiedente sarà riconosciuto il 75% delle spese sostenute. Di sicuro non sarà cumulabile “con altre agevolazioni di natura fiscale aventi ad oggetto le medesime spese”.