Prestazioni occasionali, quali sanzioni?

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro è di recente intervenuto sul tema delle sanzioni in caso di utilizzo delle prestazioni occasionali in violazione della normativa. Che cosa si prevede, dunque?


1) La trasformazione del rapporto in lavoro “a tempo pieno e indeterminato” nel caso sia superato, da parte di un datore di lavoro diverso da una Pubblica Amministrazione, il limite economico di 2.500 euro o comunque il limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco di un anno (oppure di diverso limite previsto nel settore agricolo);
2) una sanzione pecuniaria da 500 a 2.500 euro “per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione“. Per quali violazioni? La multa scatta se non si rispetta l’obbligo di comunicazione preventiva da parte di datori che non siano la P.A. o persone fisiche e famiglie o nel caso si sia ricorso al contratto di prestazione occasionale nonostante alle dipendenze ci fossero più di 5 lavoratori a tempo indeterminato.
Si applica una sanzione “ridotta”  pari a 833,33 euro per ogni giornata non tracciata da regolare comunicazione. Vale a dire nel caso che la comunicazione sia effettuata in ritardo o non contenga tutti gli elementi richiesti o, ancora, questi elementi non corrispondano a quanto effettivamente accertato.
Un esempio: la prestazione occasionale giornaliera è stata svolta per un numero di ore superiore a quelle indicate nella comunicazione preventiva.
L’Ispettorato ha specificato, poi, la sanzione si quantifica in base al numero delle giornate in cui si è fatto ricorso al lavoro occasionale, indipendentemente dal numero di lavoratori impiegati nella singola giornata.

Quali sono dunque i limiti, i divieti e gli obblighi nelle prestazioni occasionali?

1) Limiti economici (riferiti ai compensi percepiti al netto dei contributi, premi assicurativi e costi di gestione):
Sono considerate prestazioni occasionali le attività che danno luogo in un anno civile:
– a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro per ciascun prestatore di lavoro, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
– a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori di lavoro;
– a compensi di importo non superiore a 2.500 euro, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, che non possono comunque superare il limite di durata pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno. Nel settore agricolo tale limite è dato dal rapporto tra 2.500 euro annui e la retribuzione oraria individuata dal CCNL.
2) Divieti
– Non possono essere attivate prestazioni di lavoro occasionale che siano rese da lavoratori con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.
– Ulteriori divieti impediscono la stipula del contratto di prestazione occasionale:
> da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato;
> da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti previsti dalla normativa purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;
> da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;
> nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.
3) Obblighi dell’utilizzatore
– di un contratto di prestazione occasionale: deve effettuare la comunicazione almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa;
– del Libretto di famiglia: deve comunicare i dati entro il terzo giorno del mese successivo a quello di svolgimento della prestazione.
Se la prestazione occasionale non dovesse essere resa (ad esempio per indisponibilità sopravvenuta del prestatore) l’utilizzatore può effettuare la “revoca” della dichiarazione entro e non oltre le ore 24 del terzo giorno successivo a quello previsto per lo svolgimento della prestazione.

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Agevolazioni, contributi, bonus: cinque opportunità per le imprese

Contributi per donne imprenditrici, bonus fiscale per spese in pubblicità. E poi il super, l’iper e il maxi ammortamento per beni strumentali e tecnologia. E infine le  detrazioni fiscali per ristrutturazioni ed risparmio energetico.
Alcuni sono nuovi e appena usciti, altri sono ancora in vigore o prorogati.
Qui proviamo a ricostruire una breve mappa di cinque opportunità fiscali a portata di impresa e che lo Studio vi può aiutare a conseguire.

1) Contributi per l’imprenditoria femminile. Fino al 16.11.2017

Si tratta di contributi stanziati dalla Regione Veneto e rivolti a donne imprenditrici e a imprese a prevalente partecipazione femminile.
Il contributo copre il 30% delle spese sostenute e rendicontate.
Per quali spese? Devono essere effettuate nel 2017, di importo tra i 20 mila e i 150 mila euro, e riguardare acquisti per:
> macchinari e impianti produttivi
> hardware e programmi informatici
> attrezzature e arredi
> mezzi di trasporto a uso aziendale
> opere edili e di impiantistica
Scadenza
Il bando si apre lunedì 6 novembre 2017 e si conclude il 16 novembre 2017.
Le domande devono essere presentate via web alla Direzione Industria Artigianato Commercio e Servizi della Regione Veneto. Qui i documenti

2) Bonus per campagne pubblicità dal 24.06.2017

E’ un bonus riconosciuto a chi investe in pubblicità: si riconosce un credito di imposta sulle spese usufruibile dal 2018.
Per quali spese?
Per le spese di pubblicità su giornali quotidiani o periodici, televisione e radio sostenute a partire dal 24.06.2017.
Come funziona?
E’ riconosciuto un credito d’imposta del valore incrementale degli investimenti pari a:
– 90% per micro-imprese, PMI e startup
– 75% per altri soggetti
Cos’è il valore incrementale? L’investimento in pubblicità dev’essere superiore ad almeno l’1% rispetto a quello effettuato l’anno precedente sui medesimi mezzi di informazione.
Un esempio: se investo nell’anno 2017 euro 1000 di pubblicità (e non ho avuto spese pubblicità l’anno 2016), mi spetta un credito d’imposta di euro 750.
Il credito d’imposta sarà riconosciuto dal 2018. Potrà essere utilizzato solo in compensazione.
Un apposito decreto definirà a breve una serie di aspetti, tra cui la documentazione da presentare e la possibilità di spese pubblicitarie in internet.

3) Iper e maxi-ammortamento: investimenti fino al 31.12.2017 o 30.09.2018

E’ stato prorogato al 30 settembre 2018 il termine entro cui effettuare investimenti che beneficiano dell’agevolazione fiscale.
Per quali investimenti?
1) Per l’acquisto di beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico, che favoriscono processi di trasformazione tecnologica e digitale.
2) Per i beni acquistati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017 oppure entro il 30.09.2018 a condizione che entro il 31 dicembre 2017 l’ordine di acquisto sia stato accettato dal venditore e sia siano stati pagati acconti pari almeno al 20% del totale.
Quale agevolazione?
1) Iper-ammortamento: si riconosce una maggiorazione del 150% del costo di acquisto
2) Maxi-ammortamento: si riconosce una maggiorazione del 40% del costo a favore di chi beneficia della maggiorazione del 150% e che effettuano anche investimenti in beni immateriali strumentali.
Si tratta di maggiorazione con rilevanza solo ai fini IRPEF o IRES e usufruibili in sede di dichiarazione redditi.

4) Super-ammortamento: fino al 31.12.2017

E’ la maggiorazione del 40% sull’acquisto di beni strumentali nuovi (escluse le autovetture e i beni a deducibilità parziale per l’anno 2017).
Spetta anche per sull’acquisto mediante contratto di leasing.
Sono esclusi i noleggi.

5) Bonus per ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico: fino al 31.12.2017

E’ una detrazione fiscale dall’IRPEF del 50% da calcolarsi su un tetto massimo di spesa per ristrutturazione di euro 96.000 e spetta fino al 31.12.2017.
Dal 01.01.2018 il credito di imposta scende a 36% fino ad un tetto massimo di spesa di euro 48.000.
Per gli interventi di riqualificazione energetica la detrazione fiscale da IRPEF E IRES del 65% è prorogata fino al 31.12.2017.
Per quali interventi? Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione, risanamento su immobili.
Su quali immobili? Si deve trattare di interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (non solo l’abitazione principale) ed immobili adibiti ad attività produttive.
Chi ne usufruisce? Il proprietario dell’immobile, il titolare del diritto reale, il locatario.
Le imprese che sono proprietarie di un immobile da ristrutturare hanno pertanto i seguenti benefici:
> Aliquota iva del 10% sui lavori di ristrutturazione immobile
> Bonus fiscale IRPEF del 50% su un monte lavori complessivo massimo di euro 96.000 (se trattasi di ditte individuali o società di persone)
> Bonus fiscale IRPEF E IRES del 65% su interventi di risparmio energetico sull’immobile (ditte individuali, società persone e società di capitali)
> Cumulabilità del bonus del 65% con la detrazione del costo dal reddito di impresa:: è una doppia agevolazione!
> Esonero dal produrre il pagamento attraverso bonifico
> Detraibilità delle spese secondo il principio di competenza e non di cassa.

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Professionisti, nuovi obblighi su assicurazione e preventivi

Novità per i professionisti sono previsti dalla nuova legge sulla concorrenza. In particolare, dal 29 agosto, sono obbligatorie tre disposizioni:
– la  copertura assicurativa;
– il preventivo del compenso in forma scritta
– l’informazione dei titoli posseduti

Copertura assicurativa
Si tratta dell’obbligo da parte del professionista di avere una copertura assicurativa relativi ai possibili danni conseguenti all’esercizio della professione. Si ricorda che sono integralmente deducibili le spese sostenute per forme assicurative o di solidarietà per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo
Cosa prevedono le nuove norme? Fatta salva la libertà contrattuale delle parti, la legge prevede che l’assicurazione contenga un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro 10 giorni successivi e relative a fatti illeciti verificatisi nel periodo di operatività della copertura assicurativa. Tale previsione è applicabile anche alle polizze assicurative già in corso di validità al 29.8.2017 consentendo su richiesta del contraente la possibilità di rinegoziazione del contratto in essere.

Obbligo del preventivo
Il compenso per la prestazione professionale deve essere pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale secondo le forme previste dall’ordinamento.
Il professionista è tenuto a comunicare al cliente, in forma scritta o digitale:
– il grado di complessità dell’incarico
– gli estremi della polizza assicurativa per danni provocati nell’esercizio dell’attività
– gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico fino alla sua conclusione
– il preventivo di massima del compenso richiesto per svolgere la prestazione: deve comprendere spese, oneri, contributi e tutti i costi per le singole prestazioni (ad esempio l’addebito del contributo della Cassa previdenziale / Gestione Separata INPS, l’aliquota IVA applicabile, così come oneri amministrativi o tributi per le pratiche). Inoltre, dovranno essere riportate le modalità di rimborso, se previste, per le trasferte del professionista.
Anche se la norma non prevede alcuna “conseguenza”, il mancato preventivo potrebbe dare origine a contestazioni dell’importo e possibili contenziosi in merito al compenso.
Da sottolineare che per gli avvocati è necessaria la predisposizione di un preventivo di massima in forma scritta anche in assenza di una espressa richiesta del cliente.

Informazione sui titoli posseduti
E’ inoltre stabilito l’obbligo di indicare e comunicare i titoli posseduti ed eventuali specializzazioni per i professionisti iscritti in Ordini o Collegi al fine di garantire massima trasparenza verso gli utenti.
La norma in esame non indica, tuttavia, quando tale obbligo debba essere assolto (ad esempio, al primo rapporto con il cliente oppure nel momento del conferimento dell’incarico).
Il professionista ha la possibilità di pubblicizzare:
-l’ attività professionale;
-le specializzazioni e i titoli professionali posseduti;
– la struttura dello studio;
– i compensi delle prestazioni.
Tutte le informazioni possono essere rese con ogni mezzo, pur nel rispetto dell’obbligo di verità, trasparenza e correttezza. Non possono risultare equivoche o ingannevoli o denigratorie.

 

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Il fisco di fronte a un conferimento d’azienda

Cosa comporta dal punto di vista fiscale un conferimento d’azienda?
Le norme prevedono un regime ordinario, quello della neutralità fiscale: l’operazione di conferimento non comporta cioè il realizzo né di plusvalenze né di minusvalenze. Oppure si può optare per il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio relativi all’azienda ricevuta, dietro versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap. E’ il regime opzionale.

Quando farla per il fisco?
L’opzione dev’essere esercitata nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo di imposta durante il quale è avvenuta l’operazione oppure nel periodo di imposta successivo.
Cosa comporta?
L’opzione si considera perfezionata con il versamento della prima delle tre rate dell’imposta sostitutiva dovuta, con le seguenti aliquote:
• 12% sulla parte dei maggiori valori assoggettati a tassazione entro i 5 milioni di euro;
• 14% sulla parte che eccede 5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
• 16% sulla parte superiore a 10 milioni di euro.
L’imposta va versata in tre rate annuali :
• la prima rata, pari al 30%, va versata entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui redditi e dell’Irap relative al periodo di imposta in cui è avvenuta l’operazione straordinaria o a quello successivo, in caso di opzione ritardata (fatto salvo il differimento di 30 giorni con la maggiorazione dello 0,40%);
• alla seconda rata, pari al 40%, e alla terza, pari al 30%, si applicano gli interessi nella misura del 2,5%, e vanno versate entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito e dell’Irap dei periodi di imposta successivi a quelli di esercizio dell’operazione.
Scegliere il regime opzionale dell’imposta sostitutiva permette al conferitario il riconoscimento dei maggiori valori, ai fini dell’ammortamento, a partire dal periodo di imposta successivo a quello dell’opzione.
Il mantenimento di tale agevolazione richiede infine che i beni affrancati siano mantenuti per almeno i quattro periodi di imposta successivi, pena la riduzione del costo fiscale riconosciuto con l’affrancamento.

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